rItA: uNa PaSsIoNe NeL pRoFoNdO

rita

Rita ha 36 anni, il diabete da quando ne aveva 20, il microinfusore e una passione: le immersioni.

Come hai scoperto questa tua passione?

Ho scoperto per caso la bellezza di respirare sott’acqua facendo una prova (si chiamano discovery) in piscina a Sharm nell’agosto 2008 mi pare… ci ho pensato per un po’ di tempo poi per caso ho ritrovato su facebook una vecchia compagna delle elementari e dalle foto ho scoperto che è una subacquea. Le ho chiesto informazioni e spiegato che probabilmente non avrei mai trovato una scuola sub che mi permettesse di fare il brevetto visto che ho il diabete.

E poi, cosa è successo?

Ho contattato la sua scuola/club per capire se fosse fattibile e mi hanno detto che con il certificato medico diabetologico avrei potuto farlo.

Nel tuo blog scrivi: “Pensandoci però probabilmente se non avessi il diabete non avrei nemmeno pensato di fare subacquea!” Cosa intendi?

Che l’ho fatto un po’ per sfida sapendo che la subacquea è sconsigliata a noi diabetici, e perchè mi avevano detto che non potevo farlo. Ho un carattere testardo e pignolo, e se mi dicono che una cosa non posso farla mi impunto finché non riesco ad ottenerla mettendoci tutte le mie forze. Tutti remavano contro il mio brevetto, a parte questa mia amica/compagna d’infanzia e l’istruttore di sub, che si è dovuto documentare e leggere tutti gli articoli che gli ho stampato per informarlo prima che mi facesse il corso. Poi un giorno l’istruttore mi disse che poteva farmi prendere il primo brevetto per andare fino a 18 metri ma poi basta. Gli dissi subito di sì, ma fatto quel brevetto dopo pochi mesi mi impuntai per ottenere anche quello per immergermi fino a 30 metri.

E quindi?

Quindi presi anche quello! Ora ho anche il brevetto per le immersioni con aria arricchita Nitrox e per le immersioni con muta stagna, quel tipo di muta che permette di immergersi in acque fredde come il lago di Garda lasciando i propri vestiti sotto e che isola grazie all’aria che gli si fa entrare (tra muta e vestiti).

Che cosa provi quando sei sott’acqua?

In acqua si raggiunge (non sempre ma ci si prova) una sorta di pace interiore, sentire il proprio respiro sott’acqua mi mette senso di relax.

Come ti comporti per quanto riguarda il diabete?

Io scollego il micro mentre mi preparo, per cui il più delle volte resto senza insulina per più di un’ora, ma questo mi da più sicurezza.

Hai mai avuto delle ipo sott’acqua?

Si, due volte. Una volta è stato perchè mi sono immersa dopo pranzo e avevo fatto troppa insulina per il bolo del pranzo. È sempre consigliato immergersi senza insulina attiva in modo tale da essere più sicuri che la glicemia resti stabile.

Stando senza insulina a lungo, quando riemergi ti ritrovi con iper difficili da abbassare o tutto in qualche modo con il movimento si compensa?

Si, sono un po’ difficili da abbassare, spesso mi servono 3-4 ore per tornare a valori buoni e stabili, il più delle volte risalgo sui 200/300 di glicemia a seconda dello sforzo fisico fatto in acqua.

E come si possono gestire le ipoglicemie sott’acqua?

Si potrebbero gestire ingerendo dei gel tipo carbongel o simili ma non è semplice perchè per ingerirli bisogna togliere l’erogatore d’aria e la maschera subacqua mantiene tappato il naso.

Tu come hai fatto?

Non ho mai provato a farlo in acqua, quelle due volte che ho sentito l’ipo ero ormai in fase di risalita per cui ho terminato l’immersione e preso il gel a galla.

A questo punto dell’intervista, ho avvisato Rita che sarebbero arrivate alcune domande da “mamma ansiosa”, quindi ecco qualche dettaglio in più sulla sicurezza…

Qualcuno si immerge sempre con te? Dove tieni il gel? Qual è la procedura?

Le immersioni di tipo ricreativo, che sono quelle non sconsigliate per i diabetici, obbligano ad immergersi (tutti) a coppie per cui si va in acqua sempre minimo in due. Chi si immerge in teoria dovrebbe informare ogni volta il proprio compagno su dove può trovare il gel in caso di ipo.

rita in 2

L’ipo sott’acqua, se avvertita, andrebbe segnalata al compagno formando un L con il dito medio e pollice tipo alfabeto muto; il compagno dovrebbe quindi aiutarti a concludere l’immersione e risalire o aiutarti a prendere il gel sotto acqua a seconda della gravità dell’ipo.

Tu avverti le ipo quando sei sott’acqua?

No, in profondità io non riesco ad avvertirle. Per questo i protocolli che ha scritto l’associazione onlus Diabete Sommerso dicono di immergersi sempre con glicemia stabile o in salita e mai inferiore a 150.

Erm…non mi hai detto dove tieni il gel…

Il gel lo porto sempre in una tasca del gav (giubbotto subacqueo per regolare l’assetto in acqua), ma non so se riuscirei a prenderlo sott’acqua, piuttosto in 4 minuti risalgo (facendo immersioni non troppo profonde si può fare) e lo prendo a galla.

Hai un sensore? Come valutate se la glicemia è in salita?

Va fatto uno stick prima di immergersi, uno 30 minuti prima e uno un’ora prima dell’immersione in modo da vedere l’andamento glicemico ed eventualmente prendere carboidrati.
Una volta ho provato, dopo aver chiesto al rappresentante, ad immergermi con il sensore Enlite di Medtronic ma ovviamente non potendo portare in acqua il microinfusore ha perso la comunicazione per la durata dell’immersione. 

rita pic

Ti è mai capitato di dover rinunciare a una immersione per glicemie troppo alte che non scendevano?

No, mai rinunciato per una iper, ma per un’ipo si.
Ho rinunciato a volte ad immergermi per stanchezza, se sento che sono troppo stanca evito.Non è semplice arrivare al momento dell’immersione con la glicemia desiderata, a volte le glicemie si abbassano inaspettatamete anche se preventivamente avevo abbassato la basale, altre volte schizzano magari solo per l’agitazione preimmersione.

Chi non vive quotidianamente il diabete, spesso fa molta fatica a capire quanto sia difficile programmare tutto e fare attenzione a non tralasciare nessun dettaglio…

L’ultima volta che mi sono immersa avevo lasciato micro e glucometro nell’auto di uno dei miei compagni di immersione che però aveva lasciato le chiavi alla moglie che nel frattempo era andata in paese al lago a fare una passeggiata…ho dovuto aspettare tornasse ad aprirci l’auto per potermi fare il controllo e riattivare la basale del micro, gli altri non capivano la mia fretta..ma erano quasi due ore che ero senza insulina e non avevo idea della glicemia che avrei trovato, infatti ero oltre i 300.

Quanto è stancante immergersi? Quanto ti costa in termini di energie?

È molto stancante immergersi più che altro per i preparativi, l’attrezzatura è pesante se pensi solo che di piombi io uso 6 kg in cintura, la bombola peserà 12-15 kg… rita mutarita muta1

Come diabetica poi, va preparata e organizzata la giornata di immersione dalla sera prima, meglio andare a letto non troppo tardi, vanno evitati gli alcolici che danno disidratazione e vanno tenute a bada le glicemie serali x non trovare sorprese al mattino.

Quante immersioni hai fatto fino ad oggi? E dove?

77 immersioni!! Nel mar Rosso, a Marsa Alam, Santa Margherita Ligure, Lago di Garda, Pozze di Arsiero (VI), e in piscina a Montegrotto.

Nel tuo tempo libero, lavori a tanti progetti parallelamente, sempre impegnata nella sensibilizzazione sul diabete. Ce ne parli?

Faccio parte dello staff di Diabetando e nel mio blog  tratto le difficoltà che ho trovato come diabetica ad immergermi e la parte emotiva. Ho anche creato una pagina face book, Subacquea e Diabete, dove ho raccolto gli articoli e i progetti di altri diabetici che si immergevano prima che io conseguissi il brevetto, poi ho creato il blog ma fatico a tenerlo aggiornato per il poco tempo.

Cosa ti ha portato ad aprirli?

Sensibilizzare le persone che non hanno il diabete e far capire ai diabetici che si può fare, ma va fatto con la testa, non è uno sport che si può fare con leggerezza.

Rita, sei ufficialmente il mio nuovo supereroe! Grazie di averci raccontato di questa stupenda opportunità che hai saputo cogliere ed esplorare fino in fondo, con caparbietà, forza, realismo e lucidità! Grazie!!

rita primo piano

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