LuNeDì MaTtInA

La borsa c’è, i telefoni li ho presi, ecco i grembiulini lavati e stirati, gli asciugamani e i bavaglini.  Ah! Il permesso per la gita di fine anno! Eccolo, lo metto in borsa.

Lo zainetto è pronto, il glucometro è già dentro, le lancette pungidito sono ok e il cotone è disinfettato. Aspetta, vediamo se ci sono abbastanza striscette reattive nella scatolina … sì, ok, ci sono.

La cannula sottocute l’ho cambiata ieri sera ma non devo dimenticare che il sensore scadrà tra 6 ore. Poi bisognerà cambiarlo.

Ok, lo faremo dopo, per questo abbiamo un po’ di tempo.

Ricontrollo la borsa, ci infilo il ricevitore e riempio la tasca interna di caramelle, stavano finendo. Riesamino il contenuto dello zainetto, ci sono un paio di set di ricambio, le penne di insulina e qualche ago di riserva, dei succhi di frutta piccolini, qualche caramella e dei biscotti, il cotone, il disinfettante, l’acqua.

Sì, dovrei avere tutto, così metto le felpe ai bimbi, usciamo, chiudo a chiave la porta, scendiamo in ascensore, ci diamo la mano e andiamo all’asilo.

A metà strada il sensore segnala che la glicemia è in discesa, così ci fermiamo e beviamo uno dei succhi che avevamo con noi nello zainetto. Ripartiamo.

Mi sento pesante. È normale – penso – in fondo ho addosso una borsa, uno zainetto, un’altra borsa di stoffa, il mio zaino di lavoro e poi i bimbi tirano, uno da una parte e uno dall’altra, si appendono, giocano e strattonano. Ma io li adoro, e li lascio fare.

Cammino piano, ondeggio leggermente. Mi fa male la schiena. Mi gira un po’ la testa. Devo respirare.

Respiro. Lascio che lo sguardo vada lontano, alto, oltre il fiume e sopra le montagne.

Poi sorrido.

E proseguo.

Lascio i bimbi all’asilo, parlo con la maestra, insieme esaminiamo le ultime ore e ci passiamo le consegne, accordandoci per sentirci durante la mattinata. Adoro le maestre, mi fido di loro.

Esco dall’asilo con solo la mia borsa e lo zaino di scuola. Dovrei sentirmi leggera.

Ma mi sento ancora pesante.

Gli occhi sono pesanti, la testa è pesante, i pensieri sono pesanti. Rischiano di schiacciarmi. Cerco di soffiare via quella nuvola nera che mi avvolge e mi soffoca, quel senso di precarietà che a fatica cerco di espirare. Ci provo, butto fuori le brutte sensazioni..inspiro ossigeno, raddrizzo la schiena, alzo la testa. Respiro di nuovo. A stento faccio capolino al di sopra del mio cielo coperto.

Decido che quella luce flebile che passa attraverso le nuvole debba necessariamente essere il sole.

E allora mi aggrappo ad esso, scrollo via tutto da me, mi libero dai rampicanti che mi trattengono a terra, taglio le radici più ostinate, scatto in avanti decisa e proseguo.

Perché oggi è solo lunedì. Ed essere forti è spesso una scelta.

E anche per oggi, sarò forte.

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